Il bisogno di un piano strategico

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Il bisogno di un piano strategico. Sul bisogno di un piano strategico ci sono due ragionamenti da fare. Primo, il posizionamento dell’impresa sul mercato e secondo, quindi sui consumatori e il secondo il posizionamento dell’impresa con riguardo ai propri concorrenti.

Gli step della pianificazione strategica di base, quella generale prima di entrare alla costruzione del vero e proprio piano, sono sette argomenti fondamentali. Primo è la definizione dell’ambiente competitivo. Per ambiente competitivo si intende l’ambiente di business e questo ha due caratteristiche fondamentali, l’analisi dei market trends, cioè dei trend del mercato e dei customer behavior, cioè dei comportamenti dei consumatori.

Il secondo elemento è la valutazione della posizione competitiva dell’azienda e questo significa valutare le risorse e le capacità dell’azienda rispetto al mercato e rispetto ai concorrenti. Questo significa essere specifici, precisi, succinti, incoraggiare gli investitori e anche il proprio staff e vuole dire arrivare alla definizione di una vera e propria mission aziendale, cioè una missione. Il terzo passaggio è quello di creare una vision che vuole dire descrivere i propri valori e la propria cultura aziendale, essere estremamente succinti e sviluppare una visione d’impresa che sia al contempo sfidante ma raggiungibile.

La recente dottrina suggerisce il modello dei cosiddetti quantum leaps, cioè salti quantici, ad indicare che le aziende di successo non usano la strategia incrementale, cioè dei piccoli passi, ma dei grandi passi. Il quarto elemento è la determinazione degli obiettivi strategici che devono essere di medio e lungo termine e codificati in termini sia qualitativi sia quantitativi. Il passaggio successivo è lo sviluppo del vero e proprio piano, il che comporta sempre un organizational change, un cambiamento organizzativo e il modello organizzativo è uno dei temi di consulenza che ho tratto nella mia consulenza in strategia con le aziende, con gli imprenditori.

La fase successiva è la fase di implementazione del piano e di monitoraggio, che significa decidere quali sono i key decision makers, cioè i soggetti decisionali chiave e quali sono i KPI, cioè gli indicatori chiave da mettere sotto il profilo finanziario, operativo, commerciale e di apprendimento. Tutto questo viene portato poi agli stakeholder e la settima e ultima parte generale preparatoria del piano diventa avere un sistema di feedback, cioè di ritorno di informazioni, perché dopo il test di implementazione del piano strategico questo deve essere periodicamente adattato, aggiornato ai cambiamenti, sia della conoscenza, sia della tecnologia, sia della realtà intesa come spazio commerciale e sociale di riferimento.

La pianificazione strategica non riguarda il futuro.
Riguarda il presente.

Ogni decisione che prendi oggi sta già costruendo il tuo domani.

La domanda è semplice:

Lo stai facendo consapevolmente?

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